Il piano degli interventi
Il Piano di interventi prevede:
  • allestimento delle opere provvisionali per singoli settori, integrazione del rilievo e mappatura dello stato di conservazione;
  • restauro dei prospetti comprensivo di prima verifica d’insieme, eventuali preconsolidamenti, pulitura con acqua nebulizzata, stuccature, trattamento degli elementi metallici;
  • progressiva rimozione delle strutture in tubo/giunto poste a protezione delle arcate del primo ordine e sostituzione con nuova recinzione.
Il progetto di restauro complessivo prevede altre due fasi:
  1. progettazione ed esecuzione, con acquisizione del progetto definitivo in fase di offerta, dei lavori per la realizzazione di un Centro Servizi entro il terrapieno tra via Celio Vibenna e la piazza del Colosseo. La durata stimata dei lavori è pari a 18 mesi. Il Piano di interventi prevederà:
    • scavo del terrapieno posto sulla piazza del Colosseo (con assistenza archeologica) e allestimento opere provvisionali
    • realizzazione della struttura portante del Centro Servizi
    • nuova copertura della struttura con terra e trattamento a verde
    • finiture interne ed esterne
  2. Restauro degli ambienti interni del monumento, comprese le opere impiantistiche. Per quest’ultima è in corso la redazione del progetto da porre a base d’asta, avvalendosi delle conoscenze acquisite realizzando cantieri-campione all’interno del Colosseo, i cui esiti hanno fornito dati tecnico-operativi certi. Si procederà al restauro degli ambulacri, dei due terzi dei sotterranei (ipogei) e alla messa a norma e implementazione degli impianti tecnologici.

Durante i lavori, che consegneranno una superficie visitabile incrementata del 25%, il Colosseo rimarrà aperto al pubblico.

Il piano degli interventi
Lavori di Restauro

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e il Gruppo Tod’s comunicano che la prima fase dei lavori di restauro del Colosseo, previsti nell’ambito del finanziamento di 25 milioni di Euro che il Gruppo stesso ha messo a disposizione, è finalmente giunta al termine.


I ponteggi, che da Ottobre 2013 hanno celato le prime 5 arcate, hanno lasciato spazio solo ed esclusivamente alla magnificenza del monumento, simbolo indiscusso della cultura italiana, che ha ritrovato il colore delle sue pietre velate dalla patina del tempo.


Il lavoro è il risultato della stretta collaborazione tra le migliori professionalità del nostro Paese (archeologi, architetti, ingegneri, restauratori e operai specializzati), che hanno contribuito con la propria esperienza, dedizione e passione al restauro. Le lavorazioni si sono basate principalmente sul ricorso alla sapiente manualità dei singoli operatori, tramite un intervento minuzioso e di assoluta precisione, dove emerge la grande e inimitabile abilità degli artigiani italiani che tutto il mondo rispetta. A loro il grazie nostro, degli Italiani e degli stranieri che amano il nostro Paese.


“Restaurare un monumento così importante, che è simbolo dell’Italia nel mondo, attraverso una forte sinergia tra pubblico e privato, è uno stimolo che vorremmo venisse seguito da altri, a partire dalle grandi realtà imprenditoriali italiane.


I Beni Culturali dell’Italia rappresentano un patrimonio di bellezze che nessun altro Paese può vantare; riportarli al loro splendore ci permetterà di attirare sempre più turisti nel nostro Paese e quindi creare imprese ed occupazione diffusa nel territorio, soprattutto occupazione giovanile: giovani che avranno un lavoro ed allo stesso tempo potranno contribuire allo sviluppo culturale ed economico del nostro Paese, orgogliosi di poterlo fare.


Questo non è un sogno, è vera realtà, basta volerlo fare davvero e farlo subito”, afferma Diego Della Valle.


Per la pulitura del Colosseo è stata utilizzata prevalentemente acqua nebulizzata a temperatura ambiente senza aggiunta di solventi, nel pieno rispetto di tutte le norme ambientali. Questa procedura, opportunamente dosata, ha rimosso i depositi e le croste nere, senza intaccare in alcun modo il materiale lapideo e le sue preziose patine, né i segni di lavorazione che sono la testimonianza di storia e di tecnica.


Con il chiudersi di questa importante fase di lavori e con l'ormai ultimato smantellamento delle impalcature, si restituisce agli occhi di tutti una prima porzione restaurata del monumento, su cui leggere i segni della sua storia.


Il progetto di restauro finanziato dal gruppo Tod’s, prevede:


  1. Il restauro del prospetto settentrionale e di quello meridionale, compresa la realizzazione di nuove cancellate al primo ordine
  2. La realizzazione di un centro servizi che consenta di portare in esterno le attività di supporto alla visita, che sono attualmente all’interno del monumento
  3. Il restauro dei sotterranei ( ipogei ) e degli ambulacri del monumento; l’integrazione degli impianti.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare il numero 02 77 22 5263

Gallery
  • Pulitura delle superfici
    Lavaggio con acqua nebulizzata: l’azione alternata della nebbia d’acqua e della spazzolatura con spazzole di saggina, asporta progressivamente i depositi di sporco salvaguardando la patina del tempo
  • Trattamento biocida
    Asportazione delle colonie di microrganismi: applicazione a pennello del biocida, per il controllo e la riduzione delle colonie di biodeteriogeni
  • Trattamento biocida
    Asportazione delle colonie di microrganismi: dopo l’applicazione del biocida, la superficie originale viene spazzolata; le colonie di biodeteriogeni vengono asportate con spazzolini di nylon e localizzati spruzzetti di acqua
  • Pulitura meccanica di precisione
    Asportazione dei depositi non pertinenti la superficie originale mediante trattamenti localizzati con microsabbiatura di precisione
  • Asportazione di stuccature di precedenti restauri, non più idonee
    Asportazione meccanica dei cementi mediante microscalpelli
  • Asportazione di stuccature di precedenti restauri, non più idonee
    Asportazione meccanica dei cementi mediante microscalpelli
  • Consolidamento e riadesione
    Riadesione delle scaglie di travertino, mediante malta di calce aerea
  • Consolidamento e riadesione
    Riadesione delle scaglie di travertino, mediante iniezioni di malta idraulica liquida
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Preparazione della malta: la setacciatura della pozzolana nera
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Applicazione della malta con spatola a foglia di olivo
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Accurata costipazione della malta nelle cavità, con spatola a foglia di olivo
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Trattamento della stuccatura: la spugnatura della malta, mette in evidenza la granulometria e i colori delle cariche, per ottenere stuccature in mimesi con le superfici di travertino
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Trattamento della stuccatura: la spugnatura della malta, mette in evidenza la granulometria e i colori delle cariche, per ottenere stuccature in mimesi con le superfici di travertino. Particolare: la pozzolana nera sostituisce in mimesi il colore nero degli alveoli
  • Stuccatura di cavità e lesioni
    Trattamento della stuccatura: la composizione della malta con polvere di tufo giallo, si avvicina cromaticamente al colore giallo dorato delle patine ad ossalato.
  • Pulitura delle superfici
    Lavaggio con acqua nebulizzata: la nebbia d’acqua scoglie progressivamente lo sporco; l’intervento riscopre il colore delle superfici originali e rivela il quadro fessurativo del monumento